14 dicembre 2009

Agenzia di viaggi Giulia&Co.

In questo momento il mio ragazzo è sull'aereo e non sa che lo aspetta la seguente quattro giorni londinese: 

Oggi:
Un pancake veloce da My Old Dutch, un salto da Harrods, a seguire passeggiata con shopping natalizio dalle parti di Knithsbridge (non so voi ma io devo fare ancora parecchi regali) e infine cena da Tokyo Diner a Soho.

Domani:
La mattina tardi, molto tardi, si va a pattinare sul ghiaccio alla pista davanti al Natural History Museum a South Kensington. Dopo pranzo si torna a casa e ci si prepara per la serata, che comincia alle 18:00 con un aperitivo al Dirty Martini di Convent Garden, per poi correre al Theatre Royal Haymarket a vedere Breakfast at Tiffany's e cenare da Polpo, dietro Piccadilly Circus.

Mercoledì:
Moctezuma: Aztec Ruler, esibizione sull'arte atzeca al British Museum, pausa caffé, e visita guidata - e gratis, adoro gli Inglesi - all'area del museo dedicata all'arte Greca. Pranzo da Books for Cooks a Notting Hill, passeggiata ad Hyde Park per visitare il mercatino natalizio. Cena nel mio ristorante indiano preferito di Brick Lane e poi una birra al Ten Bell (punto di ritrovo serale di tutti i miei amici) con Matt, Leo e Leti.

Giovedì: 
Visita al Borough Market, il mercato più antico di Londra.

Per l'esposizione fotografica sulla swinging London alla National Portrait Gallery, in fondo, c'è tempo tranquillamente quando torniamo qui per Capodanno.

E lo so, è dura la vita. Eccheccevoifà?

11 dicembre 2009

Sarò breve

Qualcuno mi tolga la carta di credito.

04 dicembre 2009

Napoli fiorentina.



















Insomma, i gestori della versione americana del sito di San Pellegrino ed Acqua Panna mi hanno contattato per dirmi che gli piaceva molto una delle foto che avevo postato qualche mese fa su Flickr e per chiedermi l'autorizzazione a pubblicarla, ovviamente riconoscendomi i crediti. Ho accettato volentieri perché complimenti e lusinghe, si sa, fanno sempre un po' piacere.
Come dite? No, il piccolo particolare che la  napoletanissima pasta cresciuta nel frattempo è diventata uno dei tipici street-food della Toscana è assolutamente irrilevante, capito?

Meet Matt.

Possibile che non vi abbia ancora parlato di Matt? Matt è il vicino di casa che ogni  brava ragazza twentysomething dovrebbe avere. E' il tipico belloccio americano in stile capitano-della-squadra-di-football-fin-dai-tempi-delle-medie (e-probabilmente-fidanzato-con-una-cheerleader) che i film per teenagers made in USA ci hanno insegnato a conoscere. Biondo, un metro e novanta di muscoli e spalle larghe, Matt è il tipo di ragazzo che ti aiuta a portare sei bottiglie di acqua da due litri tenendole solo con l'indice, quello che ti chiama "cutie" e ti apre un barattolo di passata senza impiegare nemmeno l'1% della sua forza fisica, quello che conosce le regole di qualsiasi sport si pratichi sulla Terra e non si perde una puntata del suo show televisivo preferito. Sorprendentemente però Matt studia Filosofia e una volta mi ha fatto i complimenti per il braccialetto che porto sempre al polso destro. Matt è sempre nella mia cucina anche se non abita con noi, ma non se la prende quando gli dico che è esattamente come i militari USA in Gran Bretagna durante la seconda guerra mondiale: oversexed, overpaid and over here. Sostiene di avere origini italiane e c'è rimasto male quando ho cucinato le pennette con gamberetti e pachino ma non l'ho invitato. La maggior parte delle ragazze del college lo ha definito ridicolously attractive, ma Matt è il tipo di ragazzo che sogna di sposarsi ed è contrario all'idea stessa di tradimento. Insomma, lettrici, se siete interessate all'articolo, come dire, just don't tell your boyfriend and call me up!

03 dicembre 2009

Department of Open Bar

Si però potevano avvertirmi che il Christmas Party organizzato dal mio dipartimento in occasione della fine del trimestre prevedeva l'open bar. Ora, quanti litri di thé verde mi toccherà bere per riuscire a concludere in maniera decente il mio essay entro le 10 di domani mattina?

01 dicembre 2009

Kind of.

Joseph: Hey, how are you doing?
Io: Good, thanx. Well, kind of.

26 novembre 2009

La violenza sulle donne.

Ieri, 25 novembre, era la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Forse è per questo che il Senato ha aspettato fino a stamattina per bloccare la commercializzazione della pillola Ru486, che avrebbe risparmiato alle donne che decidono di abortire l'obbligo di sottoporsi ad un'operazione chirurgica, con tutti i normali rischi che essa comporta.
E non venitemi a dire che è una questione di laicità o di religione: qui si scherza sulla pelle delle donne. Vergognatevi.

23 novembre 2009

Sulle scarpe però sono ancora indecisa.

Lui: Ecco, questa è una cosa che mi piace di te, che non ti preoccupi eccessivamente del futuro, non sei una di quelle persone che hanno sempre bisogno di pianificare qualsiasi cosa. Tipo il matrimonio, scommetto che non hai neanche mai pensato al tipo di vestito che vorresti indossare.
Lei: Ehm, si amore. Cambiando argomento...
Lui: No! Ci hai pensato? Dì la verità.
Lei: Mah così, forse è capitato qualche volta in passato, ma sempre per gioco e rimanendo sul vago, ecco.
Lui: Oh mio dio, e come sarebbe questo vestito?
Lei: Ti ho detto, non...non ne ho un'idea precisa.
Lui: Va beh, com'è questa vaghissima idea?
Lei: Ok, è un vestito di Vera Wang, ovviamente bianco, a tubino, lunghezza fino al ginocchio, con lo scollo a barchetta, si stringe sulla vita e, aspetta, ti spedisco la foto. Arrivata?
Lui: Vaga idea Giulia, eh? Praticamente lo devi solo comprare!

21 novembre 2009

E' quasi inverno, ma qui a Londra non fa freddo.

Mi piace perdermi a Chinatown di sabato pomeriggio. Scendo giù dall'11 all'ultimo momento e cammino per the Strand a passo rapido fino a Trafalgar Square: le vie sono già decorate in occasione del Natale e ovunque mi giri c'è qualche lucina a mettermi allegria. Raggiungo l'Haymarket theatre e prendo i biglietti per Breakfast at Tiffany's per la prossima volta che Enrico sarà qui. Ho letto recensioni entusiasmanti sull'attrice che interpreta Holly e Fred è piuttosto noto in quel di Hollywood, e poi comunque la versione teatrale è l'unica che mi manca  visto che conosco a memoria sia il libro che il film.
Prendo le vie laterali per evitare Piccadilly Circus - di sabato pomeriggio è sempre così affollata da turisti e maniaci dello shopping - e poi rallento: entro in un alimentari coreano e con calma mi guardo intorno. Devo assolutamente ricordarmi di chiedere a Simon di accompagnarmici in futuro, per aiutarmi a scegliere i gyoza e le zuppe di noodle migliori. Saluto il proprietario e proseguo per Little Newport street, dove c'è quella tavola calda cinese con  una signora che accanto alla finestra prepara a mano i dumpling: se c'è una cosa che adoro è osservare qualcuno mentre cucina, i gesti che si ripetono sicuri come in una perfetta catena di montaggio. Quando scopre che la guardo con attenzione, arrossisce e scoppiamo a ridere all'unisono: si ma non mi scappa, signora, prima o poi li assaggerò i suoi ravioli!
Librerie, boutique, negozi di oggettistica e ristoranti di ogni tipo riempiono ogni centimetro quadrato da Convent Garden fino ad Holborn: c'è un tipo che mi chiede se sono interessata a conoscere il migliore parrucchiere della città (ehm..devo proprio andare, scusi!) e un gruppo di signore che mi chiedono la strada più rapida per Oxford Street e si fidano delle mie indicazioni anche se ho un accento straniero e loro una cartina. Ci sono ragazzi che suonano jazz e un'orchestra di strada che attacca la Marsigliese. C'è profumo di noccioline tostate nell'aria e ognuno stringe al petto il suo caffé.
Vacanze, ma quando cominciate?

18 novembre 2009

Stuff Giulia likes

Coffee ("and you do not want to see me before I get my morning coffee"), farmer's markets, Barack Obama, tea, traveling, wine, not having a Tv, snowboarding, architecture, breakfast places, indie music, sushi, plays, lawyers, Juno, Japan, knowing what's best for poor people, expensive sandwiches, recycling, Manhattan, kitchen gadgets, irony, dogs, Michel Gondry, study abroad, bottles of water, dinner parties, grammar, free healthcare, children's games as adults, unpaid internships, hummus, Halloween, America, Vespa scooters.

Secondo Christian Lander, in pratica, sono bianca che più bianca non si può. Mmm, non ci avete capito niente? Andate sul suo blog, allora, e scommetto che non smetterete di ridere per un bel po'. Perché in fondo siamo tutti dei cliché.